martedì 11 settembre 2012

Fotografia: ROBERT CAPA





Endre Friedman (il vero nome di Robert Capa) nasce a Budapest il 22 ottobre 1913. Esiliato dall'Ungheria nel 1931 per aver partecipato ad attività studentesche di sinistra, si trasferisce a Berlino dove trova lavoro come aiutante di laboratorio presso un'importante agenzia fotografica di Berlino. Il direttore scopre ben presto il suo talento e comincia ad affidargli dei piccoli servizi fotografici fino a quando decide di affidargli il primo incarico importante per fotografare una lezione di Trotzkij agli studenti danesi. Nel 1933, al momento dell'ascesa al potere di Hitler e precisamente subito dopo il drammatico incendio del Reichstag avvenuto il 27 febbraio, fugge da Berlino alla volta di Parigi dove incontra Gerda Taro, una profuga tedesca, e se ne innamora.

Viene inviato in Spagna per una serie di servizi fotogiornalistici con Gerda per fotografare la guerra civile scoppiata in luglio. Nel 1936, Capa diviene famoso in tutto il mondo per una foto scattata a Cordoba, dove ritrae un soldato dell'esercito repubblicano colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti. La foto è stata al centro di una lunga diatriba in merito alla sua presunta inautenticità, analizzando i negativi originali di Capa relativi alla nota foto. Alcuni studiosi affermano che l'immagine sarebbe stata scattata con una Rolleiflex, appartenuta alla compagna di Capa, Gerda, mentre Capa fotografava esclusivamente con una Leica. La Rolleiflex produce negativi di forma quadrata, i negativi della Leica sono, invece, rettangolari. Lunghe ricerche storiche condotte dal biografo di Capa Richard Whelan affermano invece con certezza che la foto sarebbe indiscutibilmente autentica. Il miliziano è, in effetti, l'unico morto quel giorno, Federico Borrell Garcia, che sarebbe morto effettivamente a Cerro Muriano, nei pressi di Cordoba, nel 1936, e la notizia sarebbe registrata negli archivi ufficiali.

Nel 1937 Gerda va a fotografare la battaglia di Brunete a ovest di Madrid. Durante una ritirata, nella confusione, muore schiacciata da un carro armato del governo spagnolo e Capa, che sperava di sposarla, non si risolleverà mai piu' dal dolore.

L'anno dopo trascorre sei mesi in Cina per documentare la resistenza contro l'invasione giapponese, mentre dopo la fine della guerra civile spagnola effetua numerosi servizi sulle attività belliche degli alleati. Intanto, la guerra mondiale è scoppiata e Capa, da marzo a maggio del '43, realizza un reportage fotografico sulle vittorie degli alleati in Nord Africa, mentre in Luglio e Agosto, fotografa i successi militari degli alleati in Sicilia. A bordo di un piccolo aereo con pochi soldati Capa arriva in Sicilia di notte lanciandosi col suo paracadute, atterrando su un albero, dove rimane sino all'indomani, quando gli altri tre paracadutisti che erano con lui lo trovano e lo aiutano a scendere. Il gruppo si incammina attraverso un bosco e giunge in una fattoria dove viene accolto da un anziano contadino che li ospita per tre giorni, fin quando arrivano i militari della prima divisione americana. Unitisi a loro, Capa e i suoi compagni, possono avanzare verso gli importanti obiettivi militari della campagna di Sicilia. Durante la parte rimanente dell'anno documenta i combattimenti nell'Italia continentale, compresa la liberazione di Napoli.

Nel Gennaio del 1944 partecipa allo sbarco alleato ad Anzio, mentre il 6 giugno 1944 partecipa al sanguinoso sbarco del contingente americano ad Omaha Beach, in Normandia. La maggior parte delle foto scattate durante lo sbarco andra' perduta per un errore del tecnico di laboratorio addetto allo sviluppo (Larry Burrows, anch'egli divenuto fotografo di fama mondiale e morto anch'egli in Vietnam, negli anni settanta); scamparono alla distruzione solo undici fotogrammi danneggiati. Paracadutato poi con le truppe americane in Germania, fotografa l'invasione degli alleati a Berlino.

Nel giugno dello stesso anno incontra Ingrid Bergman a Parigi e inizia una storia che durerà due anni. Terminato il conflitto mondiale, diventa cittadino americano, trascorre alcuni mesi a Hollywood, ma capisce ben presto che il mondo del cinema non fa per lui e lascia gli USA. Nel 1947 pubblica il suo diario in sicilia con il titolo "Slightly out of focus" (Leggermente fuori fuoco") dove riporta gli avvenimenti cruenti a cui assistette, raccontando le sue esperienze avventurose e descrivendo la sensazione di vuoto e di angoscia assistendo ai combattimenti. Nel 1947, insieme con gli amici Henri Cartier-Bresson, David Seymour (detto "Chim" ) e George Rodger fonda l'agenzia fotografica "Magnum".

Nei due anni che vanno dal 1948 al 1950 effettua tre viaggi in Israele. Durante il primo realizza servizi fotografici sulla dichiarazione d'indipendenza e i combattimenti successivi. Nel corso degli ultimi due viaggi si concentra invece sul problema dell'arrivo dei primi profughi. Tornato a Parigi assume il ruolo di presidente della Magnum dedicando molto tempo all'agenzia e alla ricerca e promozione di giovani fotografi. Purtroppo, quelli sono anche gli anni del maccartismo e a causa di false accuse di comunismo il governo degli Stati Uniti gli ritira il passaporto per alcuni mesi impedendogli di viaggiare per lavorare.

Nel 1954, in Aprile, trascorre alcuni mesi in Giappone e si reca ad Hanoi il 9 Maggio in veste di inviato di "Life " per fotografare la guerra dei francesi in Indocina. Il 25 Maggio accompagna una missione militare francese e durante una sosta del convoglio lungo la strada, Capa calpesta una mina anti-uomo, rimanendo ucciso.



DOCUMENTARIO
IN LOVE AND WAR



















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