domenica 20 maggio 2012

Il Piu' Grande Crimine - Paolo Barnard




Il giornalista e scrittore Paolo Barnard ha portato recentemente al palasport di Rimini gli economisti Michael Hudson, Bill Black, Stephanie Kelton e Marshall Auerback, il 'gotha' della teoria della moneta moderna e della piena occupazione, e Alain Parguez, professore di economia presso l'università di Besancon che ha vissuto dall'interno l'evoluzione della Unione Europea fin dagli anni di Francois Mitterand, di fronte a circa 1500 persone accorse da tutta Italia in riva all'Adriatico.

Il summit, intitolato 'Questo è un colpo di stato finanziario – come fermare l’Argentinizzazione dell’Italia, del nostro reddito, dei nostri diritti e del futuro dei nostri figli', dedicato all'infermiera napoletana Mariarca Terracciano, morta dopo essersi fatta togliere il sangue ogni giorno per gli stipendi mancati, è stato organizzato con una raccolta fondi da quaranta euro a persona ed è stato ideato e voluto da Barnard, autore del saggio "Il più grande crimine", scritto con la supervisione degli economisti presenti a Rimini e del professor Randall Wray.

Il meeting trattava a tutto campo sull'economia, sulla moneta Euro, sul 'colpo di stato finanziario che ha portato alla distruzione degli stati e della loro sovranità monetaria, quindi alla fine delle democrazie in Europa', come hanno fatto notare Barnard e gli economisti.

Due giorni di lezioni a ritmo serrato che abbracciano diversi settori, dai drammi causati dal neoliberismo economici, alla vera storia dell'Unione Europea che ha portato ai trattati di Maastricht e di Lisbona, alla natura tecnocrate e anti-sociale che di fatto, secondo la testimonianza di Parguez, 'creerà un'Europa fatta di milioni di poveri disposti ad accettare salari più bassi di quelli cinesi', all'uso di una moneta senza patria, l'Euro, che gli stati non possono più stampare, ma che devono prendere in prestito dai mercati dei capitali privati, alle vere ragioni che hanno permesso l'esplosione delle bolle immobiliari e che hanno accelerato la privatizzazione del settore pubblico occidentale e il crollo di intere economie.

Molto 'sentito' dal pubblico presente l'argomento della piena occupazione e del pieno stato sociale attraverso la Modern Money Theory, sviluppata partendo dalle idee di economisti come John Maynard Keynes, Hyman Minski, Abba Lerner.

"La piena occupazione è possibile e auspicabile, perché i costi del mantenimento di tassi elevati di disoccupazione che l'economia 'mainstream' definiscono necessaria, o inevitabile - ha spiegato la Kelton, professore di economia all'università del Missouri-Kansas City e direttrice delcentro di ricerca per la piena occupazione e il pieno stato sociale - comportano un incremento dei costi sociali diretti e indiretti altissimi e che uno stato deve poi sostenere. Il tutto - ha continuato nel suo intervento - in un sistema che non impiega pienamente tutti i fattori produttivi. Per fare questo c'è bisogno di una moneta sovrana, ma in Europa non esiste più una sovranità monetaria. La Banca centrale europea non svolge la sua vera funzione, nella UE non esiste neppure un ministero del Tesoro".

"Voi state assistendo a un ritorno al sistema feudale di sfruttamento del 99 per cento della popolazione, a favore di quelli che fino a qualche secolo fa venivano definiti 'aristocratici'. Viviamo in un mondo in cui non è più necessario fare le guerre - ha affermato Michael Hudson, presidente dell'Istituto per lo Studio delle Tendenze Economiche di Lungo Periodo (ISLET) - oggi basta l'arma finanziaria, è la finanza che muove guerra ai popoli e che ha portato a un altissimo indebitamento dei cittadini e dei privati per poter ripagare l'effetto delle bolle speculative e mantenere un livello di consumi tale da garantire una vita dignitosa. In Lettonia - ha detto ancora Hudson - che è l'esempio reale a cui si ispirano i padroni dell'Europa Merkel e Sarkozy, l'effetto criminale di questi soggetti è una realtà. Lì è applicata un'imposizione fiscale sui lavoratori e i consumi al 50 per cento e sui beni immoboli all'1 per cento, un vero paradiso per chi vuole distruggere l'Europa per puro profitto. Questa non è una lotta di classe ma una guerra finanziaria, contro la quale gli economisti classici, da 300 anni, ci hano sempre emsso in guardia”.

Durante i suoi interventi, il professor Parguez ha approfondito la questione europea.

"L'obiettivo principale era distruggere per sempre qualunque capacità industriale al di fuori di Germania e Francia - la testimonianza dell'economista francese, la cui madre ebbe una relazione con l'ex presidente della Repubblica francese Mitterand - e queste non sono le mie parole, sono le parole dell'ex banchiere Jacques Attali. Siamo di fronte a un nuovo Ancient Regime. Vi hanno fatto credere che il debito pubblico fosse un problema, ma non era così. I debiti sovrani sono diversi dal debito pubblico prodotto dall'arma della moneta Euro. Hanno distrutto la Grecia, ora devono distruggere gli altri stati del sud. Ma l'Italia, se uscisse dall'Euro, farebbe crollare tutto. Dovete dire di no all'Euro, dovete tornare a gestire la vostra moneta".

Nel corso dell'assemblea plenaria di ieri sera, Barnard ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata dall'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

"Sapeva del summit - ha detto l'ex di Report e Samarcanda - ma mi ha chiesto se potevo consegnare un suo libro agli economisti della MMT. Gli ho risposto con una domanda: 'perché non viene qui a parlare?'. Anche l’ex generale Pappalardo, che appartiene a una storia buia del nostro Paese, voleva intervenire, ma ho impedito che venisse qui a fare passerella. Come si può notare, non mancano solo loro. Non ha partecipato nessun sindacato, nessuna associazione, nessun partito politico. Sono tutti impegnati a fare parrocchia, ma qui a Rimini c'è tanta gente. Sembra un miracolo. Adesso dobbiamo imparare tutto il necessario da questi cinque economisti per poi uscire e portare le nostre idee fuori da questo palasport".

EX FUNZIONARIO BILANCIO NINO GALLONI: ''GERMANIA PADRONA IN ITALIA, KOHL NON MI VOLLE TRA I PIEDI''

Intervento a sorpresa dell'ex direttore generale al ministero del Bilancio (Ministero dell'Economia), poi a quello del Lavoro anche nel governo Andreatta Nino Galloni.

"Fino agli anni '80 si studiavano le teorie keynesiane, poi l'argomento è diventato 'forbidden' - ha detto Galloni -. Ho iniziato la mia esperienza come funzionario dello Stato al ministero del Bilancio e della Programmazione economica, oggi un 'pezzo' del ministero dell'Economia. Iniziarono ad arrivare dei funzionari del Fondo Monetario Internazionale, che sostituirono alcuni di noi, con paghe ben diverse, ma non ne sapevano più di noi che avevamo studiato. Ci furono i primi attriti, io feci un'elaborazione di quello che sarebbe successo con il famoso 'divorzio' fra Tesoro e Banca d'Italia, cioè lo Stato che non chiede moneta, o si basa sui vincoli di portafoglio delle banche che devono assorbire i suoi titoli a bassissimi tassi d'interesse, che è come battere moneta, non c'è grande differenza. L'Italia ha rinunciato a questa facoltà - ha aggiunto - quindi si rivolgeva direttamente al mercato, anzi, a quelle cinque o sei banche di interesse nazionale che stavano per essere privatizzate e che ovviamente utilizzavano un metodo ancora più drastico di quello successivo per far crescere i tassi d'interesse. Se lo Stato chiedeva 5 mila miliardi delle vecchie lire, ne venivano comperate 4 mila e 500 al tasso del giorno e poi per far assorbire quelli rimasti si facevano schizzare i tassi d'interesse a livelli insostenibili".

"Dissi che con quel sistema - ha spiegato Galloni - nel giro di sei o sette anni il debito pubblico sarebbe raddoppiato e avrebbe superato il prodotto interno lordo. Inoltre, la disoccupazione sarebbe salita al 50 per cento, le imprese non avrebbero più assunto. Mi presero per pazzo, alla fine lasciai i miei incarichi nella pubblica amministrazione".

Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, Galloni torna a discutere e a lavorare in Italia dopo alcune esperienze, tra cui una negli Usa.

"Giulio Andreotti mi chiamò per chiedermi se volessi contribuire a cambiare l'economia italiana - il racconto dell'ex funzionario - poi si fece vivo Cirino Pomicino, che mi mise a capo della struttura tecnica del ministero del Bilancio. Io volevo rallentare il processo che avrebbe portato all'Euro. Volevo un percorso diverso per entrare nell'Europa Unita, serviva una condizione di sviluppo economico, non depressive per non perdere posti di lavoro, ma per crearli. Successe il cataclisma, la Fondazione Agnelli e Confindustria si schierarono contro. L'allora cancelliere tedesco Helmut Kohl chiamò al telefono l'ex ministro del Tesoro Guido Carli.Pomicino mi fece capire che non c'era più spazio per quel mio tentativo. Dovetti scrivergli su un pezzettino di carta, c'erano i microfoni, mi intimò di non parlare. Gli chiesi in quel modo se la telefonata fosse arrivata oppure no, Pomicino fece segno di sì con la testa".

In qualche modo, Galloni fu richiamato, ma il suo lavoro non andò comunque avanti.

"Una parte della Democrazia cristiana mi incaricò, negli anni '80, di prendere contatti con una parte del Partito Comunista - ha detto ancora Galloni - per vedere se era possibile una linea di politica economica e monetaria differente da quella accettata dall'establishemt della stessa sinistra democristriana e capire se nel Pci se qualcuno fosse d'accordo. Feci dei seminari, venivano persone molto modeste come Mario Draghi e Giulio Tremonti, gente che poi ha fatto carriera. Cosa successe? Un certo Carlo Azeglio Ciampi chiamò Berlinguer e gli disse che se si fosse andati avanti con il discorso sulla moneta, tutti i figli della nomenklatura comunista che stavano negli uffici e negli studi delle banche sarebbero andati a casa".

ALAIN PARGUEZ: ''ECCO I POLITICI ITALIANI AL SOLDO DELLE ELITES TECNOCRATICHE FRANCESI''

Nel corso della sessione pomeridiana del summit, l'economista Parguez ha tirato fuori una lista con i nomi dei politici italiani che, ai tempi di Francois Mitterand, ''per corruzione o ignoranza'' hanno spinto di più per far entrare l'Italia nel progetto dell'Unione Europea.

Secondo Parguez, i nomi sono quelli dell'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, l'attuale presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l'attuale premier Mario Monti e l'ex premier Massimo D'Alema.

Sempre Parguez ha voluto lanciare l'ennesimo missile della giornata contro l'Unione Europea dei tecnocrati.

"Pochissimi immaginano quale culla della corruzione sia Bruxelles", ha chiosato il francese. "Farebbe impallidire chiunque". L'economista ha anche puntato il dito contro l'Opus Dei e le logge massoniche all'interno della nomenklatura dei tecnocrati europei.

"Per andare a Bruxelles occorre essere degli ottimi e ferventi cattolici", ha detto Parguez.

AUERBACK: ''CORRUZIONE ANCHE NEGLI ANNI '70, MA VOI ITALIANI STAVATE MEGLIO''

"Chiedetevi perché negli anni '70 e '80, nonostante tutta la corruzione dilagante nella classe politica, stavate sicuramente meglio di oggi". Questa la risposta di Marshall Auerback a un ragazzo del pubblico che chiedeva quali sarebbero le conseguenze se una nuova moneta sorvana venisse stampata da politici corrotti.

Sulla struttura della Unione Europea, Auerback ha alcuni rimedi che possono essere usati senza distruggere l'intero impianto.

"La Bce poteva erogare fondi ai singoli paesi in base alla popolazione - ha spiegato - ma non lo ha fatto. Non penso sia il caso di confondere con l'Europa con la moneta Euro. Può continuare a esistere anche con 17 monete diverse".

"In realtà, la Bce non esiste, è solo un'ologarchia", ha ribattuto Parguez. "Quanti suicidi in Italia e in Francia servono ancora come sacrificio?", si è chiesto polemicamente il professore, che ha chiosato: "siamo in depressione e non c'è motivo per cui alla UE debbano cambiare qualcosa", ha chiosato.

1 commento:

  1. certo che questa è l'esatta fotografia del mondo che abbiamo creato.
    Esiste però una soluzione creativa che stà già cambiando il mondo che conosciamo per trasformarlo in ciò che oggi non possiamo ancora razionalmente comprendere...
    ne parliamo?
    Paolo

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