domenica 17 aprile 2011

Checkpoint - Yoav Shamir




Checkpoint (titolo originale: Machssomim) e' un film documentario del 2003 del regista israeliano Yoav Shamir che mostra l'interazione giornaliera tra i soldati israeliani ed i civili palestinesi ai diversi checkpoint delle forze di difesa israeliane. Il film ha vinto 5 premi in diversi film festivals e sebbene sia stato accolto in genere positivamente, ha subito anche diverse reazioni controverse e forti critiche da parte del pubblico e da commentatori. Il film e' girato nello stile del cinema verita' con nessuna narrazione e trama assente. Shamir stesso e' assente dal film ad eccezione di una scena dove la guardia di frontiera gli chiede di farlo apparire buono e Shamir gli domanda come dovrebbe fare.
La cinepresa riprende i palestinesi che cercano di passare diversi checkpoint. In alcuni, come la fortezza tecnologica nella Striscia Di Gaza, ci sono centinaia di persone ammassate che aspettano ogni giorno di passare. In altri, come quelli nel Sud di Jenin, ci sono solamente camion che bloccano la strada mentre i palestinesi cercano di passare. I rapporti sono di diversi tipi, passando dal normale al frustrante fino ad arrivare all'esasperante per la loro iniquita'. Un autobus pieno di bambini di otto anni che passa per la stessa strada al Sud di Jenin ogni giorno viene fatto svuotare e viene detto loro che non possono proseguire. Una famiglia viene divisa perche' una guardia di confine non vede il bisogno per il padre di accompagnare la sua famiglia dal dottore, non essendo lui malato. Una donna manda i suoi figli in lacrime a casa da soli perche' i permessi per loro non sono in ordine. In centinaia ignorano gli ordini dei soldati ad un posto di blocco ed attraversano la citta' trasportando niente se non dei pacchi di cibo. Sulla strada di Nablus un'ambulanza viene fermata ed i passeggeri vengono obbligati a spiegare di che cure hanno bisogno. A volte e' chiaro che i soldati si prendono gioco della gente che devono controllare, ma altre volte si capisce che seguono solo ordini arbitrari fuori dal loro controllo. La situazione e' resa peggiore dal fatto che in poche occasioni le parti in campo parlano la stessa lingua: l'intero film e' parlato a tratti in arabo, in ebraico ed inglese.


Premi

 Miglior Documentario Internazionale 
 "Hot Docs Canadian International Documentary Festival"

 Miglior Lungometraggio
 "International Documentary Film Festival Amsterdam"

 Golden Gate Award per il  "Documentary Feature" 
 "San Francisco International Film Festival"


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