sabato 20 novembre 2010

Noam Chomsky - Gli Indiani D'America



Qui negli Stati Uniti abbiamo commesso un genocidio vero e proprio. Le attuali stime dicono che, quando arrivò Colombo, a nord del Rio Grande vivevano dai dodici ai quindici milioni di nativi americani. Quando gli europei arrivarono ai confini continentali degli Stati Uniti ne erano rimasti circa duecentomila. Nell'intero emisfero occidentale, il declino della popolazione fu probabilmente nell'ordine che va dai cento milioni di persone ai circa cinque. Fu una cosa orrenda sin dall'inizio del Seicento, poi peggiorò dopo la nascita degli Stati Uniti e continuò fino a quando le popolazioni indigene furono rinchiuse in piccole riserve. La storia delle violazioni di trattati da parte degli Stati Uniti è grottesca: i trattati con le nazioni indiane hanno per legge lo stesso statuto di quelli fra stati sovrani, ma nel corso della nostra storia nessuno vi ha mai prestato la minima attenzione; appena volevi altra terra ti scordavi il trattato e te la prendevi. In effetti Hitler ha preso a modello il trattamento dei nativi americani, per sua stessa ammissione. Disse che avrebbero fatto la stessa cosa con gli ebrei. Di recente è uscito in Germania un libro che s'intitola Il Reich dei cinquecento anni, e fa parte di un grosso sforzo intrapreso in vari paesi per fare in modo che il 1992 sia l'anno della memoria del genocidio invece che della celebrazione del cinquecentesimo anniversario della cosiddetta "scoperta" dell'America da parte di Colombo. E in Germania la gente capisce immediatamente che cosa significa quel titolo: Hitler voleva instaurare un "Reich millenario", e questo libro intende dimostrare che la colonizzazione dell'emisfero occidentale è stata nella sua essenza hitleriana, e dura da mezzo millennio.
Per tutta la storia americana questo genocidio è stato giudicato perfettamente legittimo. Così, per esempio, c'erano persone che parlavano a favore dei neri e si opponevano allo schiavismo, gli abolizionisti e il movimento dei diritti civili, ma non era possibile trovare paladini degli indiani d'America. Altrettanto vale per gli intellettuali: per esempio, la biografia di Colombo di Samuel Eliot Morison, autorevole storico di Harvard, si dilunga a ripetere che grand'uomo era Colombo, che persona fantastica era eccetera, poi ammette che naturalmente Colombo avviò quello che viene definito un "genocidio assoluto" ed era egli stesso un assassino di massa, ma l'autore aggiunge che era un difetto trascurabile, Colombo era un grande uomo di mare.
Qualche anno fa, il giorno del Ringraziamento, sono andato a fare una passeggiata assieme ad amici e familiari al National Park, dove abbiamo trovato una lapide lungo il sentiero che diceva: «Qui giace una donna indiana, una wampanoag, la cui famiglia e la cui tribù hanno rinunciato alla propria vita e alla propria terra perché questa grande nazione potesse nascere e prosperare». Altro che «rinunciato alla propria vita e alla propria terra»: furono assassinati, dispersi, gli rubammo la terra su cui adesso ci troviamo. Non potrebbe esserci nulla di più illegittimo.

 Dal libro "Capire Il Potere" - Noam Chomsky - 2002

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