mercoledì 27 ottobre 2010

Noam Chomsky - Lo Scandalo Watergate



Una delle maggiori illusioni con cui conviviamo negli Stati Uniti, una componente essenziale del sistema di indottrinamento, è il concetto che il governo è il potere, mentre il governo è solo un segmento del potere. Il potere vero risiede nelle mani di chi possiede la società, gli alti burocrati sono di solito soltanto dei lacchè. Il Watergate lo dimostra alla perfezione, perché proprio negli anni del Watergate la storia ha condotto per noi un esperimento di laboratorio. Le rivelazioni sul Watergate sono uscite esattamente in contemporanea con le rivelazioni sul COINTELPRO. Nel Watergate un gruppo di tizi del Comitato nazionale repubblicano s'intrufolò in un ufficio del Partito democratico, ma senza fare danni. Si trattava di una piccola effrazione. Nel medesimo periodo in cui fu scoperto lo scandalo Watergate si venne a sapere nei tribunali e grazie alla legge sulla libertà d'informazione di alcune grosse operazioni dell'FBI per compromettere le libertà politiche negli Stati Uniti. Il nome in codice dell'iniziativa era COINTELPRO, sigla di "Counter intelligence Program", programma di controspionaggio, e comprendeva una vasta serie di misfatti. Per esempio l'assassinio in stile Gestapo di un leader delle Pantere nere, l'organizzazione di sommosse razziali per distruggere i movimenti neri, la persecuzione del movimento degli indiani d'America o del movimento delle donne. Il programma comprendeva anche quindici anni di attacchi dell'FBI al Partito socialista dei lavoratori, con furti regolari da parte dei federali, sottrazione di elenchi di iscritti per minacciare la gente, visite nelle aziende per far licenziare gli iscritti e così via. Soltanto questo fatto, che per quindici anni i federali abbiano saccheggiato e cercato di distruggere un partito politico legale, è assai più importante di una banda di imbranati che penetra nella sede del Comitato nazionale democratico una volta sola. In fondo il Partito socialista dei lavoratori è un partito legale, il fatto che sia debole non significa che abbia meno diritti dei democratici. In questo caso non si trattava di un gruppo di gangster, era la polizia politica nazionale una faccenda seria. Non è successo solo una volta, è andato avanti per quindici anni sotto tutti i governi. Il Partito socialista dei lavoratori era solo una nota a margine del COINTELPRO, in confronto il Watergate era uno scherzo.
Pensate alla famosa "lista dei nemici" dell'amministrazione Nixon divulgata durante il caso Watergate (questo documento, portato alla luce nel 1973, citava 208 americani di diverse professioni sotto l'intestazione «elenco oppositori e progetto nemici politici»). Non è mai successo nulla a nessuna delle persone citate in quell'elenco e lo so perfettamente perché c'ero anch'io. Eppure i federali e la polizia di Chicago hanno assassinato un leader delle Pantere nere mentre era nel suo letto, durante l'amministrazione Nixon (il 4 dicembre 1969). Se la stampa fosse minimamente integra, se lo fosse il Washington Post, avrebbero detto: «Il Watergate è del tutto insignificante e innocuo, non conta niente rispetto a queste altre cose». Ma non è andata così, naturalmente. E anche questo dimostra in maniera lampante che la stampa è allineata al potere. La vera lezione da trarre dalla caduta di Nixon è che il presidente non deve parlar male di Thomas Watson (presidente della IBM) e McGeorge Bundy (ex esponente democratico) perché significa che la repubblica è in ginocchio. In quegli anni c'erano tanti potenti che volevano la testa di Nixon e aveva per faccende decisamente più grosse di un'effrazione al Watergate. Nell'estate del 1971 l'amministrazione Nixon in pratica abrogò gli accordi economici internazionali in vigore da venticinque anni, il cosiddetto "sistema di Bretton Woods", istituito nel 1944 dalla Conferenza finanziaria e monetaria delle Nazioni Unite tenutasi a Bretton Woods, nel New Hampshire. Nel 1971 la guerra del Vietnam aveva già indebolito gravemente l'economia degli Stati Uniti rispetto ai suoi concorrenti industrializzati, e una delle reazioni del governo Nixon fu di fare semplicemente a pezzi il sistema di Bretton Woods, che era stato istituito per strutturare l'economia mondiale dopo la guerra. Il sistema di Bretton Woods aveva fatto in pratica degli Stati Uniti il banchiere del mondo, imponendo il dollaro come valuta di riserva mondiale legata al prezzo dell'oro, stabilendo che non andavano poste quote alle importazioni. Nixon distrusse questo sistema: uscì dal regime aureo, bloccò la convertibilità del dollaro, aumentò i dazi alle importazioni. Nessun altro paese avrebbe avuto il potere di fare una cosa del genere, ma Nixon lo fece, creandosi un sacco di nemici potenti, perché le multinazionali e le banche internazionali si basavano su quel sistema e non gradirono affatto la sua abrogazione. Quindi il Watergate è stato solo un pretesto.
L'amministrazione Nixon commise autentici crimini, per i quali Nixon avrebbe dovuto essere processato: non certo per bazzecole come il Watergate. Pensate solo ai bombardamenti in Cambogia: sono stati infinitamente peggio di quanto è saltato fuori dalle audizioni sul Watergate. Li chiamano i "bombardamenti segreti" della Cambogia, "segreti" solo perché la stampa non ha scritto quel che sapeva. Gli Stati Uniti hanno ammazzato forse duecentomila persone in Cambogia, hanno devastato una società contadina. I bombardamenti cambogiani non erano nemmeno citati nei capi d'accusa a Nixon. L'argomento è stato sollevato durante le audizioni al Senato, ma solo sotto un aspetto interessante: come mai Nixon non aveva informato il Congresso? Non ci si chiese come mai avesse ordinato uno dei più pesanti bombardamenti della storia in aree densamente popolate di una nazione contadina, uccidendo qualcosa come centocinquantamila persone. Di questo non si è mai parlato. L'unica domanda che gli hanno posto era: perché non l'hai detto al Congresso? Fu una gran buffonata, perché non c'era alcun motivo per cui il Congresso non dovesse sapere dei bombardamenti, come non c'era motivo per cui non dovessero saperlo i media, avveniva tutto alla luce del giorno.
Il Watergate è un perfetto esempio di quello che succede ai servi quando si dimenticano del loro ruolo e insidiano i padroni: vengono rimessi di corsa nella scatola e sostituiti da qualcun altro. Non potreste trovare un esempio migliore, ed è ancor più eclatante perché sono queste le grandi rivelazioni che dovrebbero dimostrare quanto sia libera e critica la nostra stampa. In realtà il caso Watergate dimostra che abbiamo una stampa sottomessa e obbediente.

Dal libro "Capire Il Potere" - Noam Chomsky - 2002

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