giovedì 28 ottobre 2010

Noam Chomsky - La Democrazia In Italia



Il primo grande impegno postbellico degli Stati Uniti e' stato di distruggere la resistenza antifascista in tutto il mondo per rimettere al potere organizzazioni più o meno fasciste, e anche molti collaboratori del fascismo. È successo dappertutto: da paesi europei come Italia, Francia e Grecia fino a posti come la Corea e la Thailandia. È il primo capitolo della storia del dopoguerra: come abbiamo frantumato i sindacati italiani, francesi e giapponesi e sventato la concretissima minaccia della democrazia popolare che stava crescendo in tutto il mondo alla fine della guerra.
Il primo grosso intervento americano fu in Italia nel 1948, quando interferimmo nelle elezioni, e si trattò di un'operazione di rilievo. Gli strateghi statunitensi temevano che le elezioni democratiche sfociassero in una vittoria del movimento antifascista e questa possibilità doveva essere scongiurata per la solita ragione: gli interessi degli Stati Uniti non vogliono al governo gente con il tipo sbagliato di priorità. Nel caso dell'Italia fecero un enorme sforzo per impedire che le forze democratiche popolari che avevano condotto la resistenza antifascista vincessero le elezioni dopo la guerra. L'opposizione americana alla democrazia italiana è giunta al punto di sponsorizzare un colpo di stato militare verso la fine degli anni sessanta per tenere fuori i comunisti (cioè i partiti operai) dal governo. E' probabile che quando tutti i documenti interni americani saranno rivelati al pubblico scopriremo che l'Italia è stata il bersaglio principale delle operazioni della CIA per anni. A quanto pare, lo è stata fino al 1975 circa, cioè fin dove arrivano i documenti declassificati.
Stessa storia in Francia e in tutta Europa. A ben pensarci, il principale motivo per la divisione della Germania in una parte occidentale e una orientale (non dimenticate che è partita dall'Occidente) è stato spiegato abbastanza bene da George Kennan, del dipartimento di Stato americano, uno dei principali architetti del mondo postbellico. Nel 1946 Kennan disse: dobbiamo "murare" la Germania Ovest dalla zona orientale a causa del pericolo che si sviluppi un movimento comunista tedesco troppo forte. La Germania è un paese importante, potente, e visto che allora il mondo era abbastanza spostato verso la socialdemocrazia un movimento socialista unificato in un posto come la Germania o il Giappone sarebbe stato assolutamente intollerabile.
L'Italia era un problema particolarmente spinoso perché lì la resistenza antifascista era foltissima, estremamente popolare e rispettata. La Francia aveva un sistema di propaganda molto migliore dell'Italia, perciò sappiamo molto più della resistenza francese rispetto a quella italiana, ma in realtà la resistenza italiana fu di gran lunga più significativa di quella francese. La gente che si impegnò nella resistenza francese era coraggiosissima e lodevolissima, ma costituiva un settore limitato della società: durante l'occupazione nazista la Francia nel suo complesso era stata per lo più collaborazionista. Invece l'Italia era un caso diverso: la resistenza italiana era talmente forte che in pratica aveva liberato da sola l'Italia del Nord e teneva bloccate sei o sette divisioni tedesche; il movimento operaio era molto organizzato, con un forte appoggio da parte della popolazione. Quando gli eserciti americano e britannico arrivarono al Nord, furono costretti a rovesciare il governo che era già stato insediato dalla resistenza in quelle regioni e a sabotare i numerosi progressi fatti verso il controllo operaio delle industrie. Rimisero al posto di comando i vecchi padroni, dal momento che la rimozione di questi collaboratori del fascismo era stata una «destituzione arbitraria» dei legittimi proprietari: usarono proprio questa espressione. Quindi sabotammo anche le procedure democratiche perché era evidente che le elezioni successive sarebbero state vinte dalla resistenza e non dagli screditati conservatori. In Italia c'era il pericolo che vincesse la democrazia - il governo statunitense la definiva tecnicamente "comunismo" - e come al solito bisognava impedirlo.
La stessa cosa successe in quegli anni anche altrove e in alcuni paesi con maggiore uso della violenza. Per distruggere la resistenza antinazista in Grecia e rimettere al potere i complici dei nazisti c'è voluta una guerra in cui sono morte forse centosessantamila persone e ottocentomila sono scappate dalle loro case, tanto che il paese non si è ancora ripreso da quel trauma. In Corea furono uccise centomila persone alla fine degli anni quaranta, ancor prima che cominciasse la vera e propria guerra di Corea. In Italia fu sufficiente organizzare forme di sovversione, compito che gli Stati Uniti presero molto sul serio. Così abbiamo fondato logge massoniche di estrema destra e gruppi paramilitari terroristici, abbiamo riportato i crumiri e la polizia fascista, gli abbiamo tolto il cibo, abbiamo fatto in modo che la loro economia non funzionasse. Il primo memorandum del Consiglio di sicurezza nazionale, NSC 1, parla dell'Italia e delle elezioni italiane e afferma che se i comunisti prendono il potere con le elezioni in maniera legittima e democratica gli Stati Uniti devono dichiarare l'emergenza nazionale, la Sesta flotta nel Mediterraneo dev'essere messa in stato d'allerta e si devono avviare attività sovversive in Italia allo scopo di rovesciare il governo e piani di contingenza in vista di un intervento militare diretto: il tutto se la resistenza avesse vinto elezioni democratiche legali.
C'era gente ai massimi livelli del governo statunitense che assumeva posizioni anche più estreme di queste. Per esempio, il già citato George Kennan, che viene reputato un grande spirito umanitario, riteneva che dovessimo invadere l'Italia ancora prima delle elezioni senza nemmeno permettere che succedesse una cosa del genere, ma poi fu trattenuto da altri che sostenevano che forse potevamo influenzare le elezioni minacciando di farli morire di fame e con ampio utilizzo di terrorismo e sovversione, una tattica che alla fine si è rivelata efficace.
Una politica simile era seguita dagli Stati Uniti ancora negli anni settanta, quando si fermano i documenti che sono stati declassificati. La documentazione di cui disponiamo finora arriva fino al 1975, quando il rapporto della commissione Pike della Camera fornì parecchie informazioni sulle attività sovversive americane, ma chissà se tali attività non sono continuate anche dopo. Politiche del genere sono state messe in atto in Francia, Germania, Giappone e altrove.
Gli Stati Uniti hanno anche resuscitato la mafia come parte dello sforzo per spaccare il movimento dei lavoratori europei dopo la guerra. La mafia era stata praticamente eliminata dai fascisti. Mussolini aveva praticamente eliminato la mafia, ma quando l'esercito di liberazione americano attraversò la Sicilia e l'Italia del Sud fino alla Francia la resuscitò come strumento per impedire gli scioperi. Vedete, gli Stati Uniti avevano bisogno di gorilla per spezzare le ginocchia agli scioperanti e la risposta fu la mafia. In Francia la CIA, in collaborazione tra l'altro con i capi del movimento sindacale americano, fece risorgere la mafia corsa. In cambio della repressione del movimento sindacale francese hanno ottenuto il permesso di far ripartire il traffico di eroina, che sotto i fascisti era stato ridotto praticamente a zero. Ecco l'origine della famosa "French Connection", la principale struttura del narcotraffico nel dopoguerra.
In quel periodo ci furono anche operazioni clandestine che coinvolgevano il Vaticano, il dipartimento di Stato americano e i servizi segreti britannici e americani, operazioni tese a salvare e utilizzare molti dei peggiori criminali di guerra nazisti, impiegandoli esattamente nello stesso genere di attività per cui li usavano i nazisti, contro la resistenza in Europa occidentale e poi all'Est. Walter Rauff, che aveva inventato le camere a gas, fu fatto entrare in clandestinità perché organizzasse le attività antiinsurrezionali in Cile. Il capo dei servizi segreti nazisti sul fronte orientale, Reinhard Gehlen, si unì ai servizi americani per fare lo stesso lavoro nell'Europa dell'Est. Il "macellaio di Lione", Klaus Barbie, lavorò per gli americani spiando i francesi fino a quando non furono costretti a evacuarlo attraverso la "rotta dei topi", gestita dal Vaticano, verso l'America Latina, dove finì la sua carriera. Anche questo faceva parte del complessivo sforzo postbellico degli Stati Uniti per distruggere ogni prospettiva di democrazia indipendente.

Dal libro "Capire Il Potere" - Noam Chomsky - 2002

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