martedì 26 ottobre 2010

Noam Chomsky - Il Lavaggio Del Cervello


L'intero sistema dell'istruzione e dell'avviamento professionale è un filtro molto elaborato che estirpa quanti si dimostrano troppo indipendenti, quanti pensano con la propria testa e non riescono a sottomettersi perché non servono alle istituzioni. Sarebbe assai poco funzionale avere nei media gente che può porre domande. Perciò, quando sei diventato caposervizio o caporedattore oppure ti sei fatto una posizione alla CBS o cose del genere, è molto probabile che l'indottrinamento ti sia entrato nel midollo; hai interiorizzato che certe cose non si possono dire, anzi, nemmeno le pensi.
Questo meccanismo venne analizzato anni fa in un interessante saggio di George Orwell, che era poi l'introduzione alla Fattoria degli animali. Il libro è una satira del totalitarismo sovietico, questo è risaputo, un testo celeberrimo che tutti leggono. Ma di solito la gente non legge l'introduzione, e questo la dice lunga sulla censura in Inghilterra. La gente non la legge soprattutto perché è stata elegantemente censurata, non viene mai stampata assieme al libro. L'hanno riscoperta circa trent'anni dopo e qualcuno l'ha pubblicata, e adesso compare in qualche edizione recente. Nel saggio Orwell diceva: attenti, questo romanzo parla chiaramente della Russia stalinista, però in Inghilterra non è molto diverso. Quindi passava a descrivere come andavano le cose in Inghilterra, aggiungendo: qui non abbiamo commissari politici che ti bastonano se dici la cosa sbagliata, però i risultati non sono molto diversi. Seguiva una succinta descrizione di come funzionava la stampa in Inghilterra, una descrizione molto acuta. Secondo lui i risultati erano tanto simili perché erano i ricchi a possedere i giornali, e a loro interessa che non si dicano certe cose. Un'altra ragione, secondo lui altrettanto pertinente, era che in Inghilterra una persona con una buona istruzione - che aveva frequentato un buon college, poi Oxford e poi era diventata un pezzo grosso - aveva ormai imparato che non bisognava dire certe cose. In effetti un aspetto importante dell'istruzione consiste in questa interiorizzazione del fatto che ci sono cose che non bisogna dire o pensare. Se non lo impari, prima o poi sarai emarginato dalle istituzioni.
Ovviamente la cosa non è così assoluta; dal filtro passerà anche qualche individuo che si comporta in maniera diversa. Persino in Unione Sovietica è probabile che se ci fossimo presi la briga di indagare avremmo scoperto che quasi tutti i giornalisti credevano sul serio a quello che scrivevano. E questo perché quanti non credevano a quel genere di cose non sarebbero mai arrivati alla Pravda. È difficilissimo convivere con una dissonanza cognitiva: soltanto un cinico incallito può credere una cosa e scriverne un'altra. Quindi, che si tratti di un sistema totalitario o libero, la gente più utile al potere è quella che crede sul serio a quel che afferma, ed è quella che in genere fa carriera.
Prendiamo Tom Wicker del New York Times: se gli parlate di questa faccenda va su tutte le furie e dice che a lui nessuno ordina cosa scrivere. Ed è assolutamente vero, nessuno gli dice cosa scrivere, ma se non sapesse già cosa scrivere non farebbe l'editorialista del New York Times. Così come nessuno dice ad Alex Cockburn cosa scrivere, e per questo non è editorialista del New York Times, visto che la pensa diversamente. Se la pensi in modo poco corretto non entri a far parte del sistema. Però succede: una volta al mese, un grande giornale degli Stati Uniti permette a un vero dissidente di scrivere editoriali liberi. Questo significa che, diciamo, lo 0,0001 percento di quanto viene pubblicato è libero e indipendente. E succede sul Wall Street Journal, che può permettersi queste libertà: per i suoi lettori il New York Times è un giornale comunista, e quindi Cockburn è soltanto un tizio ancor più comunista.
Il risultato è un efficacissimo sistema di controllo ideologico, molto più efficace di quanto sia mai stato il totalitarismo sovietico. Infatti, se consideriamo l'intero panorama dei media cui aveva accesso la popolazione sovietica, troviamo molto più dissenso da loro negli anni ottanta che da noi, espresso apertamente, e in realtà la gente leggeva una stampa più variegata, ascoltava le trasmissioni straniere, cosa abbastanza inaudita negli USA. Tanto per fare un altro esempio, durante l'invasione sovietica in Afghanistan un annunciatore, Vladimir Dancev, trasmise alla radio di Mosca per cinque sere consecutive, nel 1983, denunciando l'invasione russa (la chiamò proprio così, "invasione") e invitando gli afghani a resistere, prima che la trasmissione fosse sospesa. Negli Stati Uniti è impensabile. Ve lo immaginate qualcuno che denuncia alla radio l’ “invasione" statunitense del Vietnam del Sud e invita i vietnamiti alla resistenza? Inconcepibile. Gli Stati Uniti non possono avere tanta libertà di pensiero.
È libertà di pensiero quando un giornalista può capire che due più due fa quattro, come scriveva Orwell in 1984. Da noi tutti quanti lodano quel romanzo ma nessuno è disposto a riflettere sul suo significato. Il protagonista Winston Smith ci dice che se possiamo ancora capire che due più due fa quattro allora non ci hanno tolto tutto. Negli Stati Uniti la gente non capisce nemmeno che due più due fa quattro.
E' ovvio che in ogni struttura complessa ci sarà un discreto numero di persone che cercano di svolgere con integrità il loro lavoro, lo fanno bene e non si limitano a servire il potere. Non sono sistemi totalmente monolitici, in fondo. Tante persone iniziano a fare i giornalisti impegnandosi a mantenere la propria integrità professionale, gli piace quel lavoro e vogliono essere onesti. E alcuni se la cavano in maniera ammirevole, perfino lavorando per testate come il New York Times. D'altro canto, quasi tutti quelli che al Times riescono a diventare corrispondenti o caporedattori o simili tendono a essere molto obbedienti o molto cinici. Gli obbedienti si sono adattati, hanno interiorizzato i valori e credono a quel che dicono, altrimenti non sarebbero arrivati tanto in alto.
I media hanno due funzioni fondamentali. La prima è l'indottrinamento delle élite, per essere sicuri che abbiano le idee giuste e sappiano come servire il potere. Infatti di solito le élite sono il segmento più indottrinato di una società, dato che sono più esposte alla propaganda e prendono parte al processo decisionale. Per loro ci sono il New York Times, il Washington Post, il Wall Street Journal e così via. Però ci sono anche i mezzi di comunicazione di massa la cui funzione principale è di tenere fuori dai piedi il resto della popolazione, emarginandola affinchè non interferisca nel processo decisionale. E i media delegati a questo scopo non sono il New York Times o il Washington Post, ma i telefilm, il National Enquirer, sesso e violenza e bambini con tre teste, il football e roba del genere. Però l'85 percento circa della popolazione, che costituisce il bersaglio principale di questi media, non ha scritto nei geni di non essere interessato a come va il mondo e se riesce a sfuggire agli effetti del sistema di indottrinamento e diseducazione, e dell'intero sistema di classi di cui fa parte allora può esserci spazio per un'alternativa e abbiamo qualche speranza.

Dal libro "Capire Il Potere" - Noam Chomsky - 2002

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