martedì 23 febbraio 2010

KODAK VEST POCKET AUTOGRAPHIC




La fotocamera della Eastman Kodak Co. denominata Vest Pocket Kodak, nacque nel 1912 sull'onda del successo di altri apparecchi di dimensioni ridotte che utilizzavano pellicole a rullo e prevedevano tiranti in metallo per mantenere il soffietto in posizione. Nel 1915 uscì la prima versione con le finiture del tipo Autographic. La caratteristica dei modelli di tipo Authographic era quella di avere una finestrella sul retro dalla quale si poteva scrivere, con un'apposita penna fornita con l'apparecchio, eventuali informazioni quali la data, il luogo, ecc., su speciali pellicole. Gli apparecchi del tipo Autographic potevano essere usati sia con pellicole normali che con pellicole di questo tipo.


Nella parte posteriore dell'apparecchio si trovava anche uno sportellino apribile nel quale si inseriva la pellicola in rullo da 127, per formati 4,5x6cm. L'avanzamento della pellicola avveniva manualmente attraverso una farfalla in metallo posizionata lateralmente. Sul retro erano presenti uno sportellino apribile dal quale si poteva accedere al retro della pellicola ed una finestrella circolare con vetro rosso per la lettura diretta del numero di fotogramma.
Questa fotocamera ebbe un successo enorme per le sue caratteristiche di essere molto ben fatta, economica e facile da usare. A seguito di questo successo, molte altre aziende costruttrici iniziarono a produrre apparecchi di questo tipo con pellicole in rullo da 127. Successivamente, negli anni '30, gli apparecchi che utilizzavano questo formato di pellicola vennero sostituiti da quelli a pellicola 120, molto più economici.

La Vest Pocket Kodak era tascabile, in metallo, di forma parallelepipeda con bordi arrotondati. Il soffietto, in pelle nera, è ripiegato all'interno della macchina e poteva essere estratto con facilità, dopo aver sbloccato il dispositivo di chiusura posto superiormente, tirando verso l'esterno. Una volta estratto, il soffietto era sorretto e mantenuto in posizione fissa da tiranti metallici. Una piccola lamina in metallo poteva essere estratta dal retro della parete frontale per poggiarla su un piano d'appoggio. La parete frontale dell'apparecchio fungeva anche da porta obiettivo. L'obiettivo era a fuoco fisso e al suo interno era inserito un diaframma a iride.

Dietro all'obiettivo era inserito l'otturatore centrale di tipo Kodak Ball Bearing. Sul porta obiettivo, sotto alla lente, era posizionata una levetta per la regolazione dell'apertura del diaframma secondo posizioni stabilite. Dalla parte opposta, in alto, si trovava un'altra levetta per la regolazione dei tempi di esposizione o della velocità di scatto dell'otturatore che prevedeva le posizioni B e T per le pose lunghe con cavalletto (l'otturatore restava aperto fino a che non si rilasciava il dispositivo di scatto o non si scattava nuovamente) e velocità da 1 a 1/50 di secondo a seconda delle condizioni di luce (indicate vicino alla levetta) . Il pulsante di scatto dell'otturatore era posizionato sul retro del porta obiettivo. Vicino al pulsante di scatto era inserito un mirino a riflessione orientabile.

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