sabato 6 febbraio 2010

FROMM - L'ALIENAZIONE DELL'UOMO MODERNO





La nostra è una società incentrata sul mercato. Nella maggior parte dei sistemi relativamente primitivi esiste un mercato simile a quello che molte generazioni fa caratterizzava i piccoli paesi, o che ancora oggi esiste nei paesi meno sviluppati, dove la gente va a vendere la propria merce a chi abita nei dintorni. Il venditore conosce abbastanza bene l'acquirente, ed è contento di vedere gente e di fare quattro chiacchiere. Il mercatino rionale non è solo il luogo in cui si fanno affari, ma anche un luogo di svago e di divertimento. In questa forma relativamente primitiva di mercato accade ancora qualcosa di molto concreto: al mercato si portano cose prodotte per uno scopo ben preciso. Si sa più o meno chi saranno i compratori. Il tutto rappresenta una concreta situazione di scambio.

La nostra società moderna è governata dal mercato in tutt'altro senso. A governare non è un mercato in cui siedono delle persone che vendono la loro merce, bensì quello che potremmo definire un «pubblico mercato delle merci» nel quale prezzi e produzione sono determinati dalla domanda. Questo mercato pubblico è il fattore che regola l'economia moderna. I prezzi non sono stabiliti da un gruppo economico che decide quanto c'è da pagare per questo o per quello. Questo può semmai accadere in situazioni eccezionali o in tempo di guerra.

Il mercato fa sì che tutti gli oggetti si presentino come merci. Qual è la differenza tra un oggetto e una merce? Il bicchiere che ho di fronte a me è un oggetto che in questo momento mi serve per contenere dell'acqua. Mi è molto utile. Non è particolarmente bello, ma è quello che è. Come merce, invece, è una cosa che posso comprare, che ha un certo prezzo. Non lo percepisco solo come un oggetto che ha un determinato "valore d'uso", ma anche come una merce che ha un determinato "valore di scambio". Compare sul mercato come merce, e la sua funzione di merce consiste nel fatto di poter essere descritto come un oggetto da mezzo dollaro o da un quarto di dollaro. Dunque, posso esprimere questo oggetto sotto forma di denaro o sotto forma di astrazione.

Considerare la merce come un oggetto ci permette di fare un passo avanti. Ora possiamo anche affermare che il valore di un quadro di Rembrandt è cinque volte superiore a quello di una Cadillac. Il ragionamento non fa una grinza, in quanto il valore del quadro di Rembrandt e quello della Cadillac vengono confrontati sotto forma di astrazione: il valore è espresso sotto forma di denaro. In realtà si tratta di un'affermazione perfettamente assurda poiché un quadro di Rembrandt non ha, oggettivamente, nulla a che fare con una Cadillac.


Quando un giornale parla di una qualche nuova costruzione, scrive che è stato completato «il ponte da cinque milioni di dollari» o che è stato costruito «l'albergo da dieci milioni di dollari». Già qui si vede come l'oggetto non sia considerato per il suo valore d'uso, e neppure per la sua bellezza o per qualche altra sua caratteristica concreta, ma per un suo significato astratto: quell'oggetto ha un determinato valore di scambio, e dunque può essere confrontato con qualsiasi altro oggetto purché ci si riferisca a quell'astrazione, al suo valore di Scambio.

Nel nostro sistema è in atto un processo per definire il quale vorrei coniare un nuovo termine, sempre che non esista già: parlerei di "processo di astrattizzazione", riferendomi con ciò al tentativo di rendere una cosa astratta anziché lasciarla come concretamente è. In ragione del nostro meccanismo produttivo e del funzionamento della nostra economia, siamo abituati a considerare le cose in primo luogo nella loro forma astratta anziché in quella concreta, oggettiva. Facciamo riferimento al loro valore di scambio anziché al loro valore d'uso.


Recentemente un articolo del «New York Times» aveva questo titolo: "B.Sc. + Ph.D. = $ 40.000": un diplomato in scienze ("Bachelor of Science") che ottenga anche il dottorato in filosofia ("Doctor of Philosophy") potrà contare complessivamente su un aumento delle entrate di circa 40 mila dollari. Questo e' un esempio caratteristico dell'attuale modo di vedere le cose: il diploma in scienze e il dottorato in filosofia sono delle merci, che possono essere quantificate e tradotte in un'equazione che ha come risultato una somma di denaro.


Il giornale «Newsweek» riferiva che il governo Eisenhower è convinto di avere un «capitale di fiducia» talmente alto da potersi permettere, entro un paio di settimane, di sacrificarne una quota dovendo adottare alcune misure impopolari. Quello che qui interessa non è la questione politica, ma il modo di pensare. La fiducia viene intesa come un capitale che, se sufficientemente cospicuo, può consentire di perderne una parte. La questione del rapporto di fiducia tra un partito o un governo e il popolo viene ridotta a una formula astratta misurabile e quantificabile, quindi non più concreta, oggettiva. A causa del processo di astrazione, un oggetto può essere messo in rapporto quantitativo con qualunque altra cosa al mondo; infatti, in questo processo vanno perdute praticamente tutte le qualità specifiche, concrete, e ogni cosa assume la stessa caratteristica quantificabile che si esprime nella forma astratta del denaro.

da "I Cosidetti Sani, La Patologia della Normalita'" - 1955



Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...